Attacchi di panico

attacchi di panicoAttacchi di panico: cosa sono? Perché vengono? Quali sintomi provocano? Che differenza c'è tra attacco di panico, attacco d'ansia e disturbo di panico? Scoprilo in questo articolo


La parola panico deriva dal nome del dio greco Pan, divinità dal corpo per metà umano e per metà caprino, dedita alla pastorizia e alla vita passionale. La mitologia gli attribuiva il potere di spaventare e far fuggire con la sua presenza e con l'ausilio di urla terrificanti le creature che lo disturbavano: da qui il significato del termine panico, ovvero timore inaspettato e irrefrenabile da cui si cerca una via di fuga.


Gli attacchi di panico fanno parte della categoria dei disturbi legati all'ansia e sono tra le malattie psicologiche più diffuse tra la popolazione, in genere con esordio tardo adolesenziale/adulto e in misura leggermente superiore per quel che riguarda le donne, emotivamente più sensibili rispetto all'uomo. Sono definiti attacchi perché si tratta di episodi improvvisi e di breve durata, che compaiono con poco preavviso e scemano gradualmente dopo aver raggiunto un apice o nel momento in cui la persona che ne è coinvolta riesce a riprendere il controllo della situazione. Può trattarsi di episodi sporadici che si manifestano poche volte nel corso della vita, spesso in concomitanza con periodi o avvenimenti particolarmente stressanti. 


Si parla invece di disturbo da attacco di panico (D.A.P.) quando diventano eventi ricorrenti che portano a vivere nel timore di subire altri attacchi, in un circolo vizioso alimentato dalla paura stessa. In questo caso la qualità di vita della persona che soffre di D.A.P. peggiora notevolmente, in quanto possono nascere in lei ansie e fobie come quella di uscire, quella di trovarsi da sola o al contrario di stare in mezzo a troppa gente, tutte situazioni difficilmente evitabili nella vita quotidiana. Inoltre, se prolungata nel tempo, la situazione può degenerare ancora, portando a manie compulsive, depressione, ipocondria e - in casi rari e molto gravi - perfino pensieri suicidi


Come già accennato, gli attacchi di panico nascono in genere in seguito ad avvenimenti negativi, situazioni stressanti, conflitti interiori e paure legate alla vita quotidiana, come il timore di non riuscire ad affrontare una determinata situazione o di non essere in grado di risolvere un problema serio che ci affligge. Si pensa che chi ne soffre risulti comunque geneticamente predisposto, cioè che questi episodi di terrore acuto siano dovuti ad un difetto chimico del cervello, che male interpreta i segnali esterni e che allerta l'organismo in modo eccessivo e ingiustificato, come se realmente ci si trovasse in una situazione pericolosa. Più nello specifico, si parla di un malfunzionamento dei neurotrasmettitori quali l'adrenalina, la serotonina e la dopamina


Gli attacchi di panico producono dei sintomi simili a quelli dell'ansia e ciò non stupisce dal momento che le due patologie sono correlate tra loro. La differenza tra attacco d'ansia e attacco di panico è data dall'intensità e dalla modalità con cui l'episodio si manifesta: mentre l'attacco d'ansia si svolge in maniera più lieve e meno definita, tramite sintomi emotivi di carattere più generale e sfocato, l'attacco di panico è invece contraddistinto proprio dalla violenza con cui si presenta e dai sintomi ben marcati e precisi. Tra questi, possono comparire: 


Vertigini, nausea
Mancanza di fiato
Difficoltà respiratoria
Tachicardia, palpitazioni, dolori al petto
Sudorazione intensa
Difficoltà a deglutire
Formicolio diffuso, tremore
Vampate di caldo o brividi di freddo 


Non è detto che i sintomi si presentino tutti assieme o che non possano essercene degli altri, ma questi sono le sensazioni fisiche che più comunemente compaiono  nel corso degli attacchi di panico. I sintomi psicologici che ne risultano sono:


Paura di morire
Paura di impazzire
Depersonalizzazione = senso di alienazione rispetto al proprio corpo
Derealizzazione = il mondo esterno appare inusuale


Chi ha un attacco di panico vive una sorta di incubo mentale da cui non riesce a svegliarsi e anche se l'episodio dura in genere solo pochi minuti, questi appaiono a chi lo vive come un tempo indefinito, eterno. Il primo attacco e spesso anche i successivi portano dritti al pronto soccorso, in quanto la sintomatologia che si presenta può essere confusa con quella di un infarto (tachicardia, dolore al petto) o di altre malattie gravi ad esordio improvviso, come ad esempio l'ictus. Spesso si torna in ospedale o dal medico anche nel corso degli attacchi successivi perché compaiono nuovi sintomi o perché non si è davvero sicuri che si tratti solo di ansia.


Esistono diversi modi per per affrontare il disturbo di panico, che se trattato nel modo corretto nella maggior parte dei casi si attenua o regredisce del tutto; si può farlo tramite la psicoterapia, che insegna ad affrontare le proprie paure e a vivere l'ansia in modo più razionale e sereno, anche grazie all'esposizione diretta alle situazioni che più si temono; tramite la terapia farmacologica, che prevede l'assunzione di ansiolitici e antidepressivi da assumere nel corso di una terapia prolungata e/o nel momento del bisogno; mediante lo stile di vita, evitando le sostanze ansiogene (caffeina, alcol, nicotina) e favorendo l'alimentazione sana e la giusta dose di attività fisica. 


Anche, non ultimo, da soli, tramite la consapevolezza, la conoscenza e l'esperienza. Gli attacchi di panico sono il campanello d'allarme che ci indica che qualcosa, nella nostra vita, non va. Che stiamo forzando la mano, che stiamo prendendo la via sbagliata, che reagiamo allo stress in modo eccessivo, che ci torturiamo la mente anche quando i problemi non hanno soluzione, che non ci lasciamo mai andare, che viviamo perennemente proiettati nel futuro. L'ansia in realtà ci indica la strada da prendere e ci suggerisce di allentare la tensione, di cercare dentro noi stessi e di creare il nostro angolo tranquillo, a contatto con l'io più profondo.


Se sei predisposto a soffrire di questa patologia nessuno può garantirti che non ti capiterà più un altro attacco di panico. Il tuo scopo non dev'essere dunque quello di evitare che succeda, perché si tratta di qualcosa che esula dal tuo controllo; poniti invece come obiettivo quello di riuscire ad affrontare l'episodio di panico nel modo corretto, diventando padrone della situazione e imparando a controllare con calma e sicurezza le tue reazioni fisiche e mentali. 


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Autori: Rosario Sorrentino, Cinzia Tani
Casa editrice: Oscar Mondadori
Anno di pubblicazione: 2008-2013
 



Foto: Photl.com