Attacchi di panico: la mia esperienza - seconda parte

Seconda parte dell'autointervista che racconta la mia esperienza personale con gli attacchi di panico e l'ansia


Inizia qui la seconda parte dell'autointervista nella quale vi parlo degli anni in cui ho sofferto di attacchi di panicoQui potete leggerne il primo capitolo, quello che racconta del periodo buio; oggi invece condivido con voi i momenti più luminosi, quelli in cui sono finalmente riuscita a trovare l'uscita del tunnel, iniziando così una nuova vita libera dalle paure.


4) Quando e come hai iniziato a venirne fuori?

E' successo gradualmente, man mano che acquisivo informazioni aggiuntive su ansia e attacchi di panico (soprattutto leggendo libri e navigando su internet), e man mano che imparavo a conoscere meglio me stessa e ad accettare con più indulgenza le mie debolezze e fragilità. In particolare, la molla che ha fatto scattare il processo di rientro alla normalità è stata parlare con altre persone che si trovavano nella mia stessa situazione, tramite uno dei tanti forum che si incontrano sul web.

Il fatto che ci fosse in giro qualcuno in grado di comprendere cosa stavo passando mi ha fatto sentire meno sola; mi ha anche fatto realizzare che non volevo più che la mia vita fosse così, e che se altri erano riusciti ad uscirne potevo farcela anch'io. Lì, a circa 7 anni di distanza dal mio primo attacco di panico, ho iniziato a reagire e a tirare fuori una forza interiore che solo allora ho scoperto di avere.


5) Quali sono stati i momenti più belli della tua rinascita? 

Quando, per la prima volta dopo anni, sono riuscita ad uscire di casa senza la boccetta di Lexotan dietro. Ancor di più, quando l'ho gettata definitivamente nel cestino, poiché ormai certa di riuscire a sorreggermi sulle gambe senza il bisogno di usare un bastone. Il giorno che ho realizzato quanto, a modo loro e come potevano, mi erano state vicino le persone che mi volevano bene. Quelle che mi avevano dato parole e gesti di conforto e che mi avevano accompagnato al pronto soccorso ogni qual volta era stato necessario, pur sapendo benissimo che non mi sarebbe successo nulla di grave.

La prima volta in cui sono stata capace di sfidare con coraggio un attacco di panico, senza correre da nessuno e senza rifugiarmi in qualche ospedale. Io e lui da soli, in una lotta a due da cui sono uscita vincitrice. Quando ho smesso del tutto di avere paura, e ho capito che potevo decidere come volevo che fosse la mia vita e come intendevo affrontare ogni singolo episodio ansioso. Realizzare fino in fondo di avere davvero la libertà di scegliere mi ha fatto rinascere.

E, soprattutto, quando sono stata in grado di fornire a mia volta aiuto e conforto ad altre persone che si ritrovavano ad affogare nelle stesse paure e fobie che mi avevano tenuta prigioniera per anni. Tendere la mano a chi annaspava nel vuoto era meraviglioso, perchè significava ridare il sorriso e la vita a chi non era più capace di sorridere e vivere bene.


 6) E la situazione attuale com'è?

A distanza di tanti anni posso dire con certezza che l'ansia non è più una nemica da temere. Sto bene, non ho più paura che mi venga un attacco di panico e so che, anche se dovesse accadere, riuscirei a gestirlo senza alcun problema. Non credo che chi è tenzialmente ansioso possa avere delle garanzie sul fatto che non gli capiteranno più episodi di questo genere nella vita, perchè, anche se le cose cambiano, la predisposizione rimane ugualmente.

Credo, però, che la vera vittoria sia essere in grado di accettare questo genere di situazioni e saperle affrontare in tutta serenità. Capire perché accadono e sentirsi sicuri di sé, tanto da riuscire a scuoterle via con la semplice forza del pensiero: questo è l'obiettivo che mi ero posta e questo è l'obiettivo che, passo dopo passo, ho raggiunto. Non dico che sia facile, né che sia immediato; ma è possibile, e tanto basta.

Una volta, quando un attacco di panico si impossessava di me, mi gettavo a terra, piangevo, mi disperavo, lottavo con tutte le mie forze per mandarlo via, e ne uscivo stremata. Adesso, le rare volte in cui sento che l'ansia sta per inondare il mio corpo, le sorrido, mi siedo qualche istante con lei, respiro piano per tranquillizzarla e poi la lascio scivolare via, fluida come un onda del mare mosso dalla brezza.


7) Cosa hai imparato da questa esperienza?

Affrontare questa esperienza mi ha insegnato e dato davvero tanto.
Mi ha fatto diventare una persona più forte e sicura di sé, in grado di affrontare la maggior parte delle situazioni con una marcia in più rispetto a prima. Mi ha fatto crescere interiormente, rendendomi conscia di quelli che sono i miei limiti e le mie debolezze e facendomi capire che anch'essi costituiscono una parte essenziale di me.

Mi ha fatto realizzare che ci sono dei momenti in cui è meglio lasciarsi andare e seguire la corrente senza opporle resistenza, perché ti condurrà esattamente dove è giusto che tu sia. E, soprattutto, mi ha insegnato che non ci sono limiti a quello che la mente è in grado di fare, basta crederci davvero e imparare ad usarla nel modo giusto per veder nascere davanti ai propri occhi un mondo immenso di possibilità.


Giuliana


Ecco, queste sono la mia avventura nel mondo buio dell'ansia e la successiva risalita verso l'alto. Sono solo una dei tanti che ce l'hanno fatta, come tu che leggi - se stai vivendo una situazione di questo genere - sei uno dei tanti che può farcela a sua volta... credici perché la tua mente è capace di grandi cose...